60 anni di mk: Passione per la tecnica fin dall’inizio
Nell’autunno del 1966, Hans-Josef Kitz pose le basi dell’odierno mk Technology Group in un garage a Mondorf, vicino a Bonn. Quella che era nata come un’azienda individuale è oggi un’impresa tecnologica di respiro internazionale con circa 570 dipendenti e un fatturato annuo di circa 100 milioni di euro. Tre generazioni di una stessa famiglia. Sessant’anni di passione per la tecnica.
Tutto è iniziato con un’idea – e il coraggio di realizzarla
Tutto ebbe inizio in un piccolo garage di 15 metri quadrati nella Rosenthalstraße di Mondorf. Hans-Josef Kitz, progettista qualificato con un intuito infallibile per i problemi tecnici, vi fondò nell’autunno del 1966 la «Maschinen- und Apparatebau Kitz». Al suo fianco c’era fin dall’inizio sua moglie Doris Kitz, responsabile dello sviluppo commerciale dell’azienda. «La nostra priorità principale è sempre stata quella di garantire la continuità dell’azienda nel suo insieme anche in futuro», così Doris Kitz descrive l’approccio che ha caratterizzato mk sin dall’inizio.
Ciò che spingeva Hans-Josef Kitz non era una grande strategia, bensì la passione per l’artigianato. Ad esempio, costruì una macchina che consentiva a un agricoltore della regione di automatizzare il faticoso lavoro di lavaggio del sedano. Non perché si trattasse di un incarico particolarmente redditizio, ma perché quel problema semplicemente non gli dava tregua. È stato proprio questo atteggiamento a farsi strada. Ben presto le grandi aziende iniziarono a interessarsi all’inventore della Renania, tra cui Melitta, per la quale Hans-Josef Kitz sviluppò una macchina per il confezionamento termoretraibile di pellicola trasparente. La fama del progettista crebbe – e con essa l’azienda.
Il boom dell’automazione – e due decisioni che cambiarono tutto
Negli anni ’70 Hans-Josef Kitz intuì un’opportunità: l’industria era alla ricerca di soluzioni per il trasporto automatizzato dei materiali. mk si concentrò sulla produzione di impianti di trasporto standardizzati e crebbe così rapidamente che il garage non era più sufficiente da tempo. La produzione si trasferì nell’area dell’ex cantiere navale Lux a Hummerich, a Mondorf, e successivamente nell’attuale sede aziendale a Troisdorf-Bergheim. Nel 1982 seguì un’altra pietra miliare: il sistema di profili in alluminio mk 2000 – più leggero, flessibile e veloce da montare rispetto alle strutture in acciaio allora in uso – divenne la base tecnologica dell’intero sistema modulare mk.
Nel 1988, con la fondazione della mk North America Inc., ebbe inizio l’espansione internazionale. Nel 1991 seguì in Turingia la cofondazione della mkf GmbH – un impegno imprenditoriale nel periodo di rinnovamento successivo alla caduta del muro, da cui in seguito nacque una sede specializzata in soluzioni di automazione e tecnologia per camere bianche. Nei decenni successivi la rete è cresciuta costantemente: dapprima nei Paesi Bassi, poi in Spagna, Francia e, infine, nel 2025 in Italia. Le filiali in Austria e Svizzera rafforzano inoltre la presenza nella regione DACH, mentre i partner commerciali in altri mercati europei completano la rete. Hans-Josef Kitz ha in parte vissuto questo sviluppo, ma non ha potuto accompagnarlo fino alla fine. È venuto a mancare nel gennaio 2015. Ha lasciato un’azienda che aveva costruito con spirito inventivo, coraggio e un profondo rispetto per i propri collaboratori – e una famiglia pronta a portarne avanti il testimone.
Crescita, crisi e un’azienda che ne esce rafforzata
Nel 2004 Stephan Kitz, figlio del fondatore, ha assunto la direzione operativa dell’azienda. A differenza di suo padre, motore creativo e costruttivo dell’azienda, Stephan Kitz ha apportato una prospettiva spiccatamente commerciale e ha sviluppato con coerenza mk trasformandola in un gruppo aziendale di respiro internazionale. «Non sarei mai stato in grado di costruire un’azienda del genere partendo da zero.» Ma migliorare ciò che già esiste è proprio nelle mie corde. Ecco perché questa situazione si è rivelata perfetta per la successione. È avvenuta proprio nel momento in cui ce n’era bisogno, afferma Stephan Kitz.
Il fatto che nel corso del tempo mk non abbia sempre navigato in acque tranquille fa parte della storia dell’azienda. mk ha superato la crisi economica globale del 2009 grazie alle concessioni reciproche tra il personale e la famiglia e all’apporto di capitale privato. La pandemia di coronavirus ha messo a dura prova le catene di approvvigionamento e la pianificazione. Un attacco informatico ha temporaneamente paralizzato parte dell’attività. È proprio nelle sfide straordinarie che emerge ciò che contraddistingue mk: l’azienda trova rapidamente soluzioni e esce rafforzata dalle crisi. «Per me la lealtà e lo spirito di squadra contano più delle competenze tecniche e metodologiche – soprattutto in tempi di crisi», afferma Stephan Kitz.
Dal 2023 Stephan Kitz ha ceduto la guida operativa all’amministratore delegato Sascha Krebs, che oltre alla casa madre Maschinenbau Kitz è responsabile anche delle filiali in Svizzera e in Austria. Le attività europee sono guidate da Manfred Vogt dalla Spagna in qualità di direttore generale di mk Europe, mentre quelle nordamericane sono affidate ad Andreas Hausmann in qualità di direttore di mk North America. Da allora Stephan Kitz guida l’intero Gruppo mk in qualità di proprietario della holding.
La prossima generazione – già in prima linea
I figli di Stephan Kitz, Maik e Tim Kitz, fanno ormai parte dell’azienda da tempo e ricoprono diverse funzioni, ciascuno seguendo il proprio percorso. Maik Kitz ha completato un percorso di formazione come meccatronico presso mk, ha proseguito gli studi fino a conseguire il titolo di tecnico certificato dallo Stato ed è entrato in azienda come progettista elettrico. Oggi è procuratore e dirige il reparto vendite dei sistemi di trasferimento.
Tim Kitz ha conseguito la laurea triennale in ingegneria meccanica e ha completato la sua formazione con un corso di specializzazione come economista aziendale tecnico certificato. Ha iniziato la sua carriera nel reparto acquisti e oggi, in qualità di procuratore e responsabile dell’intralogistica, è responsabile dei processi operativi centrali. Così la terza generazione sta assumendo responsabilità – passo dopo passo, proprio come Hans-Josef Kitz aveva immaginato un tempo.
60 anni – e lo sguardo rivolto al futuro
La situazione economica globale rimane difficile. La riluttanza di molti clienti a investire, le incertezze geopolitiche e un contesto di mercato difficile caratterizzano la fase attuale. mk affronta queste difficoltà con dinamismo: nuovi prodotti come il sistema di trasporto a rulli RBF 2000 aprono nuovi mercati nell’intralogistica. È in fase di ulteriore sviluppo un configuratore digitale di prodotti; un negozio online integrato rende l’accesso al sistema modulare mk più veloce e semplice che mai. L’azienda, che un tempo ha mosso i primi passi con una lavatrice per sedano, è oggi un fornitore di livello internazionale di tecnologia dei profili e dei nastri trasportatori – pur rimanendo ciò che è stata fin dall’inizio: un’azienda a conduzione familiare.

